Il Resto del Carlino, 12 febbraio 2014: Foiera, l’ultimo guerriero: “Dispiace per il pubblico”
Charlie Foiera sta vivendo una nuova giovinezza in casa Acmar ed è uno dei giocatori più positivi della stagione giallo-rossa. Anzi, come ricordato da Giordani, insieme a Rivali e Sollazzo è il lungo cesenate che con i suoi 10,7 punti e 5,1 rimbalzi a partita risulta uno di quelli che finora non ha sbagliato una sola gara. «Purtroppo ricorda Charlie in questo momento ci sta capitando di giocare bellissime partite e non raccogliere punti. E’ un momento molto sfortunato in cui gira bene sempre agli altri. Poi, a parer mio, Omegna con un James così è di gran lunga la squadra più forte del campionato e mi meraviglio come non sia in testa con 10 punti sulla seconda». Qual è l’amarezza più grande in questo periodo in cui le cose non girano? «Il dispiacere più grande è per il pubblico. Lo vediamo che la gente ha capito il nostro momento e, nonostante le sconfitte, continua a incitarci. Ha compreso l’impegno che ci mettiamo durante le partite e sanno che, pur con tutti i nostri limiti, in campo diamo tutto quello che abbiamo». Sfortuna «Ci gira male, se un paio di tiri in più fossero entrati parleremmo di altro. Dobbiamo uscirne» La fortuna non vi sta aiutando. «La fortuna è una curva che a volte si alza e a volte si abbassa. A inizio campionato magari era andata bene a noi, ora sta girando per gli avversari. Tuttavia non siamo certo una squadra debole perché nessuno ci ha umiliato». Probabilmente sono le per- centuali al tiro che in questo momento vi stanno condizionando. «Effettivamente siamo una squadra che dipende in larga parte dai tiri da fuori e, quando questi non funzionano, ne veniamo condizionati. Certo se un paio di tiri in più fossero entrati, adesso staremmo commentando con uno stato d’animo del tutto diverso. E’ un momento che non ci gira, tutto lì. Dobbiamo uscirne». Avvertite pressione su di voi? «Forse in questo momento sentiamo un po’ la pressione di dover vincere a tutti i costi e questo ci condiziona. Ma se vogliamo fare al meglio questo lavoro dobbiamo abituarci a questo tipo di pressioni e cercare di non farci schiacciare. Sono convinto comunque che sia anche normale che alcuni di noi abbiano un periodo di flessione, dopo avere tenuto un rendimento elevato per mesi». Stefano Pece