• 06/12/2013
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La Voce di Romagna, 6 dicembre 2013: L’Aget piega l’Acmar e oggi svela il suo futuro

Aget 74 Acmar 68 (14-14: 41-28; 60-54) IMOLA: Maccaferri 8, Young n.Gorrieri 2, Poletti 11, Riga, Tu-rel 8, Dordei 10, Niles 20, Mancin 2. AH.: Esposito. RAVENNA: Amoni 6, Cicognani 2. Rivali 8, Bedetti 6, Tambone 4, Foiera 11,Broglia 12, Locci, Sollazzo 19. Ali.: Giordani. IMOLA – Nonostante il momento delicato che sta attraversando e il duro colpo psicologico del derby perso all’ultimo secondo, l’Aget si aggiudica il test contro i cugini dell’Acmar Ravenna giocando una buona partita per impegno e intensità. La determinazione degli imolesi lascia ben sperare in vista delle LEGADUE L’Aget piega l’Acmar e oggi svela il futuro Lo scrimmage A suon di tiri da tre l’Aget piega l’Acmar difficilissima trasferta di domenica a Biella, gara in cui la squadra dovrà per la prima volta in campionato mostrare un atteggiamento combattivo anche in trasferta. Coach Esposito ha dovuto fare a meno di Passera, ancora alle prese con il problema al collo e non utilizzato per precauzione, facendo giocare Young da playmaker come è ormai consuetudine alternandolo con Maccaferri, ormai in ottime condizioni di salute. Rispetto alle ultime uscite l’americano è parso più sicuro prendendosi anche qualche responsabilità offensiva. L’Aget gioca un buon primo tempo segnando molti canestri da tre punti, soprattutto con Niles, aggiudicandosi il secondo quarto per 27-14, dopo che il primo era terminato in parità: 14-14. L’Acmar ha uno scatto d’orgoglio nel terzo periodo trascinata dal solito Sollazzo, chiudendolo in vantaggio 26-19, mentre negli ultimi dieci minuti quando le forze vengono meno e i due allenatori danno spazio ad esperimenti tattici e alle rotazioni, si segna di meno e cala anche l’intensità. Se l’Aget ha dato segnali di vita, l’Acmar ha mostrato di attraversare un momento di calo fisico, non risultando brillante come un mese fa. Nulla di preoccupante anche se in vista della difficile trasferta di domenica a Casalpusterlen-go, questo può essere un primo importante campanello d’allarme da non sottovalutare.


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