• 15/11/2013
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Corriere di Romagna, 15 novembre 2013: Ravenna è un orologio

IMOLA.   L’Acmar ha le proprie certezze, l’Aget le sta cercando. L’ennesima amichevole settimanale non muta i giudizi, dati da risultati e prestazioni in campionato, delle due romagnole, che hanno stati di forma e autostima ben differenti. Di positivo, per Imola, ci sono le condizioni fisiche di Dordei e Poletti, apparsi pronti per il match con Trento.

Intensità anomala.    Alle volte gli scrimmage di metà settimana regalano sbadigli e mollezze, non questa, perché Imola e Ravenna partono volenterose ed energiche, con le difese subito vive. Nell’Aget c’è Dordei dall’inizio, mentre Poletti dopo il riscaldamento si accomoda a sedere, dall’altra parte Giordani sfodera il teorico quintetto e si vede lontano un miglio come il meccanismo bizantino giri alla perfezione:  al 6’ sono già andati a segno in 5 nel team ospite, fra l’altro senza bisogno di forzature o carpiati, e il tabellone recita 9-13, con Passera un po’ pasticcione e l’Aget tenuta a cinque metri abbondanti dal canestro.  Young, selezionando con parsimonia, segna e riporta a contatto i suoi, 18-19 al 9’, così va in scena un “esperimento di volata” e lo vince … Ravenna: Dordei infatti spara la tripla del 21-21 a -15”, poi Rivali prende i tempi e l’idea giusti, sfornando la penetrazione più assist per il gol facile di Locci.

Solidità ravennate.   Il post-basso è terra di conquista per la Giordani Band, che nella seconda frazione butta dentro Tambone e Foiera, bravo a punire con 7 punti quasi filati il mascherato Poletti. Imola ha energia da Turel, ma la qualità dei passaggi risulta davvero scadente e con 3 riserve dentro il gioco biancorosso ne risente:  davanti si tira al primo passaggio, o quasi, dietro si difende poco, e al 5’ inevitabilmente  Imola è doppiata, 7-14. L’Acmar controlla in scioltezza, si può permettere di sbagliare liberi a frotte, perché sa sempre cosa fare e da chi andare, insomma ha quell’identità che l’Aget sta cercando disperatamente. Almeno, a furia di testate e regali ravennati, i biancorossi di casa limitano i danni nel quarto, trovando una mini-fiammata di Dordei. Stessa storia, o quasi, nella frazione successiva, anche se sorprendono i 6 punti (sui 7 imolesi) di Mancin e la superficialità di Niles, che dopo 10’ a sedere riesce a fare da spettatore, anche in campo.

Zona e schiacciate.  Foiera regala chicche di basket, Rivali e Amoni non sono da meno, e al 5’ chi viaggia, caso strano, guida, sul 9-14. A livello individuale le sofferenze di Gorrieri fanno riflettere, come pure la discontinuità di Passera e Poletti, che alternano buone cose a qualche pasticcio. Esperimenti? Pochi. Ravenna cerca di oliare i meccanismi della zona 2-3, Imola prova a produrre un attacco più bilanciato, ma un’inchiodata spettacolare di Cicognani per il 17-25 del 9’ fotografa alla perfezione la realtà: quando vuole l’Acmar segna, a maggior ragione se avvicina la palla all’area.  A furia di sberle l’Aget decide che, almeno, è giunta l’ora di usare le maniere forti e nell’ultimo quarto i contatti aumentano a dismisura, senza benefici però sulla inerzia dello scrimmage. Solo la transizione permette all’Andrea Costa (sotto 6-11 al 6’) di muovere il tabellone e, quando Ravenna spegne la luce, ci pensa Niles con 5 punti filati a regalare la frazione ai biancorossi di casa. Piccoli segnali di vita.

Riccardo Rossi

 


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