• 28/05/2013
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La Voce di Romagna, 28 maggio 2013: L’Acmar riscopre il vero Penserini

Una gara 3 così era il sogno di tutti i tifosi ravennate: Cento annichilita e sepolta sotto 17 punti di scarto, letteralmente bloccata dall’intensità difensiva sprigionata da Rivali e compagni. E proprio da queste pagine avevamo sottolineato, in sede di presentazione della partita, come fosse possibile che a decidere la decisiva terza gara fosse un protagonista diverso dai soliti e puntualmente le previsioni si sono avverate perché l’hombre del partido in casa Acmar è stato Giovanni Penserini. L’ala ex Senigallia, dopo due prove opache a causa anche delle non perfette condizioni del polso destro, è entrato di prepotenza nella gara prima con una difesa asfissiante su Rorato, cancellato dal campo e poi con un’aggressività nella metà campo offensiva attestata dai 15 punti mandati a referto, a fronte dei due soli nei primi due episodi della serie.  “Finalmente – racconta raggiante Giovanni – sono riuscito a entrare nella serie. Dopo due brutte partite, non ai miei livelli, sono partito con un’altra testa cercando di dimenticare i problemi al polso che mi hanno condizionato nelle altre gare, ho azzannato la partita cominciando dalla metà campo difensiva e poi tutto è venuto più facile, compreso il tiro dalla lunga. E’ tutta una questione mentale, l’adrenalina mi ha fatto superare anche il dolore e sono soddisfatto per la mia prestazione”.

La sconfitta di gara 2 è stata forse la scintilla che ha dato qualche motivazione in più ad un gruppo di agonisti veri, che non ci sta a farsi mettere sotto mai. “Avremmo potuto chiudere la serie già in gara 2 – commenta Penserini – ma c’è mancata un po’ di cattiveria agonistica nell’ultimo periodo e così siamo stati costretti a tornare al Pala Costa per la bella; siamo partiti con una grandissima intensità difensiva, rara da vedere a questi livelli. Da questa difesa e controllando i rimbalzi siamo riusciti ad alzare il ritmo e correre un po’ di più, impedendo a Cento di schierare le loro insidiose difese miste ed incanalando la partita sui binari a noi più congeniali, quelli del contropiede primario e della transizione”.

Sul fattore Pala Costa, sesto uomo in campo come non mai, anche Penserini è d’accordo: in casa è tutta un’altra musica. “E’ evidente – analizza l’ala pesarese – che in casa abbiamo un altro piglio, facciamo più canestro, siamo più cattivi: sicuramente avere un tifo così, davvero clamoroso, che ci spinge e che personalmente non ho mai avuto aiuta tantissimo; la cosa incredibile è che sembra che ogni volta il palazzetto diventi un po’ più grande, vengono sempre più persone. Quando si gioca in un ambiente così viene tutto più facile. Dopo una buona partenza, abbiamo fatto il break e chiuso bene il secondo quarto, pur sprecando qualche pallone e concedendo qualcosa a Cento che è rimasta in partita; sicuramente per loro è stato determinante la situazione falli del loro uomo più rappresentativo, Di Trani, costretto in panchina più a lungo del solito e un po’ fuori giri, noi siamo stati bravi ad approfittarne. Nel terzo quarto abbiamo avuto un piccolo calo, purtroppo non riusciamo ancora ad eliminare del tutto questi blackout che consentono agli avversari spesso di tornare in partita sia mentalmente che nel punteggio anche se poi nell’ultimo quarto abbiamo gestito la partita, conquistando finalmente una meritatissima finale”.

Riccardo Sabadini


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