Corriere di Romagna, 28 maggio 2013: Al PalaCosta è tutta un’altra Acmar
Maggio 2004 – Maggio 2013, nove anni dopo per l’Acmar è nuovamente serie finale per la promozione. Allora fu la sfida contro Riccione a garantire alla formazione allenata da Adolfo Marisi il passaggio dalla C1 alla B2, da domenica quella con Firenze potrebbe voler dire Legadue Silver per quella di Lanfranco Giordani.
Sono passati tanti anni, la dirigenza ha ora in Roberto Vianello il suo cardine, ma la voglia di non fallire l’occasione conquistata sarà certamente la stessa. Però per ottenere l’atto conclusivo la lotta ha voluto dire 120 minuti di pallacanestro ad alta tensione, oltre che tattica anche emotiva, per il “giusto primio di tanti mesi di lavoro a partire dallo scorso mese di agosto” come ha avuto modo di sottolineare la dirigenza.
Non è infatti stata da meno la terza gara contro Cento in cui Ravenna ha sì comandato fin dai primi minuti, ma solamente nel finale ha piegato la resistenza della Tramec. Tra i protagonisti l’ala Giovanni Penserini, miglior realizzatore assieme a Bedetti con 15 punti, e che sembra aver superato il momento peggiore dell’infortunio al polso della mano tiratrice: “Siamo tornati a giocare a Ravenna – analizza Arsenio LuPens, come viene soprannominato anche per le sue doti di ruba palloni – e finalmente abbiamo chiuso la serie dopo aver rischiato di vincere anche la seconda in casa loro in cui ci è mancata la giusta cattiveria agonistica nell’ultimo quarto”.
Cosa è cambiato rispetto a giovedì scorso? Penserini non ha dubbi: “Come in tutte le partite che contano, siamo partiti con un atteggiamento da categoria superiore. Abbiamo applicato un pressing asfissiante sia sui loro esterni che sui lunghi, dimostrando di avere preparato bene la partita. Con questa difesa, tra palle rubate e rimbalzi catturati, siamo riusciti a correre maggiormente con il pallone, senza dare il tempo a Cento di organizzare la loro zona mista. In questo modo abbiamo sviluppato il nosro gioco fatto di contropiede e transizione. In casa, sospinti da un tifo clamoroso, abbiamo confermato di avere un altro piglio e abbiamo fatto più canestro, pur sprecando qualche occasione, così alla fine siamo arrivati alla gestione del risultato nell’ultimo quarto. Per quanto mi riguarda venivo da due partite al di sotto dei miei standard abituali e direi che sono entrato veramente nei playoff perchè non potevo pensare al polso, così ho messo una tripla importante proprio quando ho ricevuto un colpo e non me lo sentivo più”.
Agostino Galegati