Corriere di Romagna, 27 maggio 2013: Il PalaCosta gremito esplode di gioia
RAVENNA. Il pubblico ravennate che canta “Romagna Mia” è il sipario che chiude la serie di semifinale contro Cento, intensa, mai scontata e caratterizzata da cornici di pubblico di categoria superiore. Un pensiero particolare da parte di coach Giordani va proprio ai propri sostenitori. “Ci hanno fatto un regalo bellissimo con la loro presenza massiccia e il loro tifo e noi ne abbiamo fatto uno a loro vincendo questa partita. Abbiamo seguito benissimo il piano partita. La prima voce tattica era quella di impedire passaggi facili a Di Trani e ci siamo riusciti. Abbiamo avuto una grandissima aggressività difensiva. Abbiamo fatto anche leva sull’età di alcuni dei loro protagonisti come Rorato e Nieri che effettivamente alla distanza sono calati ma anche sull’aspetto motivazionale dei nostri ragazzi, spinti dai nostri futuri. Ci siamo presi quello che ci siamo meritati e che ci siamo guadagnati con ampio margine. Mi è piaciuta molto proprio questa cattiveria agonistica che è venuta fuori da parte di tutti che hanno fatto le cose giuste (e sono andati tutti a segno, ndr)”. Il primo tifoso giallorosso, il presidente Roberto Vianello, è raggiante per le mille emozioni provate e per la prima finale raggiunta sotto la sua gestione dopo la vicepresidenza negli anni ’90. “Sono entusiasta – è il suo primo commento -, entusiasta dei ragazzi, entusiasta del nostro meraviglioso pubblico che è stato veramente eccezionale e ora sono senza voce. Devo fare i complimenti a Cento che si è dimostrata una grande avversaria. E’ vero, non abbiamo ancora fatto niente, ma adesso ci aspetta la finale contro la squadra che fin dall’avvio della stagione avevo individuato come la più pericolosa del campionato e mi è costata una cena di pesce – conclude sorridendo – la nostra vittoria là. Sono molto contento di affrontarla perché è una squadra tecnica come noi. Per questo motivo dovrebbe venir fuori una bella serie di partite poi ovviamente il risultato del campo sarà molto incerto”. (a.g.)