• 21/05/2013
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La Voce di Romagna, 21 maggio 2013: Acmar, il +21 di gara-1 non deve ingannare

Il +21 con cui si è chiuso il primo episodio di Acmar-Tramec non rende merito a quella che è stata una partita vera per 30 minuti, quelli che sono serviti a Rivali e compagni per trovare i grimaldelli giusti per scardinare la resistenza di una Cento che ha venduto cara la pelle e che farà di tutto per ritornare a giocarsi la bella in un Pala Costa che è stato un fattore anche in questa partita.

CORRERE PER EVITARE LE ALCHIMIE DIFENSIVE – Il canovaccio di gara 1 è stato molto chiaro: le alchimie difensive di coach Giuliani per provare a ingabbiare l’attacco giallorosso. Giuliani ha proposto a lungo difese miste, con tre giocatori a zona e due a uomo per limitare i tiratori giallorossi, di contro Giordani ha chiesto ai suoi di alzare i ritmi e cercare soluzioni nei primi 8-10 secondi dell’azione per evitare che la difesa emiliana si schierasse. Quando l’Acmar è riuscita a distendersi, trovando tiri in transizione, è riuscita a scavare i break mentre quando è stata costretta ad attaccare a difesa schierata ha pagato la renitenza di alcuni suoi giocatori, vedi Bedetti e Rivali su tutti ma anche Broglia e Penserini, non al meglio per via dei problemi al polso, a prendere i tiri aperti che la difesa centese concedeva. Come ha dichiarato Giordani nel post partita, “il problema è stato più che altro psicologico nel dover fare cose che non si è abituati a fare” anche se si è rivelato poi decisivo quel gran campione di Eugenio Rivali che con tre missili dai 6.75 nel secondo tempo ha contribuito in maniera fondamentale a scavare il break che ha fatto la differenza.

DI TRANI TROPPO SOLO CONTRO IL MURO GIALLOROSSO – E’ apparso fin troppo evidente in gara 1 che tutto l’attacco di Cento sia passato dalle mani di Simone Di Trani: un giocatore eccezionale che, con l’apporto dell’eterno capitan Rorato, ha tenuto in piedi il potenziale offensivo biancorosso contro la difesa più forte del girone B della DNB. Quando Giordani ha messo in marcatura su Di Trani il giovane Frigoli, per l’esterno ex Faenza la vita si è complicata non poco e, una volta bloccato lo spauracchio numero uno, Ravenna ha avuto vita facile allungando fino al +21 finale. Se Cento vuole avere una speranza di riportare la serie a Ravenna dovrà avere un altro Bona, apparso sotto tono e poco incisivo, e soprattutto dovrà aver qualcosa di più dalla sua front-line con Agusto fermo a due soli punti, e Nieri e Carretti che non sono stati un fattore sotto canestro. Ravenna dal canto suo ha avuto un ottimo Amoni, in doppia doppia, ma buone cose anche da Broglia e da un Cicognani pesantemente condizionato dai problemi di falli ma comunque in grado di farsi sentire, soprattutto nel momento di massima difficoltà giallorossa, attorno alla metà del terzo quarto.

VERSO GARA 2, COSA POTREBBE CAMBIARE – La trama di gara 2 sostanzialmente non dovrebbe essere molto distante da quella della prima partita: Cento proverà a mettere sabbia negli ingranaggi di Ravenna e cercherà di essere più aggressiva nella metà campo offensiva, dal canto suo l’Acmar proverà a ripetere gara 1, sperando di avere qualcosa in più in attacco da Penserini, un giocatore che assieme a Cernivani e Amoni è deputato a punire le difese miste della Tramec e dovrà saper mantenere il sangue freddo in un ambiente che si preannuncia quanto mai infuocato.


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