• 19/03/2013
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Il Resto del Carlino, 19 marzo 2013: Il trionfo dell’Acmar: “Un gruppo senza eguali”

L’ACMAR Basket Ravenna domenica ha scritto una pagina fondamentale della storia cestistica locale, vincendo la Coppa Italia. E in casa giallorossa tutti sperano che sia solo un antipasto di ben più ambiti traguardi. Il presidente Roberto Vianello intanto si gode la soddisfazione per questa storica prima volta. «Sono felicissimo per la conclusione positiva di questa esperienza — spiega il numero uno giallorosso — che mi ripaga di anni di sacrifici e delusioni. Siamo andati a Cecina consapevoli della nostra forza e con la voglia di onorare la competizione e abbiamo fatto contenti i nostri tifosi, sia quelli che ci hanno seguito in Toscana, sia quelli che hanno seguito la finale in televisione».

IL PATRON ha alcune dediche speciali per questa vittoria: «In prima battuta voglio ricordare il nostro ex vice presidente Giorgio Morigi. Ci teneva tantissimo a vincere qualcosa col Basket Ravenna e domenica avremmo voluto festeggiare insieme a lui. Vorrei ricordare anche Piersante Manetti, senza il quale mai mi sarei appassionato a questo sport, e, infine, i miei genitori, che hanno cresciuto un figlio così ‘sciocco’ da appassionarsi così tanto a questo sport e a questa squadra e che sarebbero stati felici per questo trionfo».

Ma si aspettava questo risultato?

«Sì, ero molto fiducioso quando sono partito per Cecina. Una volta lì, però, sentendo gli addetti ai lavori che ci davano per sfavoriti e che dicevano che Corato era una corazzata e che Legnano era fortissima, ho cominciato a preoccuparmi. Ma i ragazzi hanno smentito tutti e hanno compiuto un’impresa».

Un’impresa che assume una dimensione ancora maggiore perchè l’Acmar ha inflitto scarti pesanti a entrambe le avversarie. «La nostra — dice Vianello — è una squadra sorniona, che illude gli avversari e poi li colpisce. In entrambe le gare abbiamo cominciato lentamente, 2-8 con Corato e 6-15 con Legnano, poi siamo venuti fuori. Corato fa più di 75 punti di media a partita e con noi ne ha fatti solo 41. Anche Legnano si è fermato a 65. Questo dimostra che abbiamo una difesa davvero forte».

Che squadra è allora l’Acmar?

«Un gruppo eccezionale. E ricordo che abbiamo giocato la finale senza Bastoni, con Cicognani acciaccato e con Cernivani eroico, che non doveva nemmeno esserci dopo la botta rimediata con Firenze. Questo dà la dimensione e la forza di un gruppo straordinario, allenato da uno staff tecnico eccezionale e guidato da un presidente eccezionale, passatemi questa battuta».

Ha un giocatore preferito?

«Mi piace tutto il gruppo. La cosa che preferisco, che è anche il nostro segreto, è l’unità che c’è nello spogliatoio, del tecnico coi ragazzi e dei ragazzi tra di loro. Lo andiamo ripetendo dall’inizio del campionato, questi ragazzi sono amici e giocano uno per l’altro e non gli pesa sacrificarsi, gettandosi su ogni palla senza mollare mai. Penso che con loro potrebbe aprirsi un ciclo».

Stefano Pece


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