Il Resto del Carlino, 14 marzo 2013: Acmar, la testa è alla Coppa
C’È UN’ATMOSFERA rilassata in casa Acmar nei giorni che precedono l’impegno di Coppa Italia, e c’è la consapevolezza che, comunque vada, sarà stata un’esperienza positiva. È il general manager Giorgio Bottaro che si incarica di spiegare lo stato d’animo dei giallorossi, a due giorni dalla partitissima con la Madogas Basket Nord Barese. «Ci onora partecipare a questa final four — spiega —, perché rappresenta il coronamento del lavoro fatto quest’anno. Da parte nostra vogliamo essere all’altezza di questo appuntamento e vogliamo rappresentare al meglio la città. È infatti la prima volta che Ravenna partecipa a una finale a quattro e il palcoscenico è di quelli importanti». La finale della competizione, infatti, verrà proposta in diretta televisiva su Sportitalia. Per accedervi, però, c’è da battere nella semifinale di sabato alle 14.30, la formazione pugliese, capolista nel girone C. «La nostra avversaria è la squadra favorita per vincere la coppa — prosegue Bottaro —. Tutti i giocatori della formazione pugliese hanno vinto almeno due campionati. Zaccariello e Ferraro l’anno scorso erano nello starting five di Trieste che vinse la B1 passando in Legadue, e l’argentino Corral era titolare a Sant’Antimo quando fece lo stesso percorso da B1 a Legadue. E questi sono solo tre dei giocatori che formano il fortissimo roster della Madogas. Sappiamo di non partire favoriti, ma siamo un gruppo che ha le caratteristiche tecniche e caratteriali per potersela giocare». Dopo avere dominato il campionato, il confronto con altre realtà cestistiche è molto atteso dai giallorossi, curiosi di mettersi in gioco contro vere e proprie corazzate della categoria. «Siamo molto stimolati da questo confronto — aggiunge il gm giallorosso —. Sono quelle partite da dentro o fuori che esaltano un gruppo. Questo week end rappresenta una sorta di prova generale del clima che si respirerà ai play off, quindi è un’esperienza che va fatta anche solo per questo motivo».
BOTTARO INFINE spiega la ricetta per battere una squadra che sembra non avere punti deboli come quella pugliese.
«Bisogna giocare con tutta l’intensità di cui siamo capaci — conclude —. Non bisogna mai calare di tono per tutti i quaranta minuti. Non bisogna lasciarli respirare, si deve mantenere alta l’efficienza in difesa e punirli davanti ad ogni minimo errore che compiranno».
Stefano Pece