• 03/12/2012
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Giordani si aspettava una partita – trappola

RAVENNA. “Per fare una bella partita occorre essere in due, Cento ha pensato soprattutto a distruggere il nostro gioco”. In questa all’apparente semplice analisi del tecnico romagnolo Lanfranco Giordani ci sono tutti i quaranta minuti di Acmar-Tramec. “Conosco il loro tecnico Giuliani – prosegue – e mi aspettavo quaranta minuti di una difesa a zona, adattata alle nostre caratteristiche. Hanno fatto capanno sotto il loro canestro e noi siamo stati costretti a tirare da tre: abbiamo tentato 37 conclusioni dalla lunga distanza ma potevano diventare anche 50, in una giornata in cui non abbiamo trovato tanto il canestro mentre Cento ha tirato con percentuali importanti. Inizialmente sono stati veramente bravi Amoni, Penserini e Bedetti. Il nostro piano-partita prevedeva limitare al massimo Di Trani che si è confermato essere un giocatore di ottima qualità e soprattutto giocare in maniera molto fisica su di loro. Sono soddisfatto per quanto fatto vedere dai miei ragazzi”. Ma un tecnico giustamente attento ai particolari valuta anche dove la squadra deve migliorare. “Quando ci siamo trovati sul +16 a metà ultimo quarto pensavo di riuscire a chiudere la partita mantenendo sempre un vantaggio in doppia cifra senza troppi patemi ma purtroppo non è stato così, abbiamo dovuto giocarla fino in fondo. Il po’ di amaro in bocca con cui esco da questa partita è dovuto al fatto che noi dobbiamo imparare a giocare molto bene anche quando non c’è Rivali che anche oggi (ieri, ndr) ha disputato una partita straordinaria. Quando non c’è lui succede sempre qualcosa che cambia la partita, noi ci carichiamo di responsabilità e perdiamo di fluidità. Contro Cento anche alcune fischiate sfavorevoli hanno permesso di farli tornare in partita ma ho visto dei miglioramenti anche in questo frangente. Ora ci aspetta un’altra gita in Toscana (a Cecina, ndr) e speriamo di portare a casa qualcosa di buono anche da lì”.(a.g.)

“Corriere di Romagna”


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