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  • 14/03/2019
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Rassegna stampa 14 marzo: Il Messaggero Abruzzo

BASKET
ROSETO Gli splendidi Sharks del girone di ritorno, settimi in classifica grazie a 7 vittorie in 9 partite disputate, hanno la forza di mettere in mostra non soltanto le punte di diamante dell’organico. Infatti, nel sistema di gioco “run and gun” di coach Germano D’Arcangeli c’è spazio anche per i giovanissimi comprimari, che si allenano duramente e hanno il merito di saper sfruttare al meglio i minuti che può capitare di giocare. Nella netta vittoria contro Imola è toccato a Giovanni Ianelli, play-guardia classe 2000, che in 7 minuti ha segnato 2 punti, catturato 2 rimbalzi e smazzata un assist. Il giovane, originario della Sicilia, ha guadagnato un posto nella rotazione dopo l’infortunio alla caviglia di Dalph Panopio e contro Imola ha messo in campo grande grinta e la faccia tosta che è un po’ il marchio di fabbrica del Roseto “Under 22,9”. Ianelli, sereno e posato nelle dichiarazioni tanto da sembrare più maturo della sua età anagrafica, ripensa alla vittoria contro Imola e chiosa: «Credo che il
Roseto abbia dimostrato, con quella netta affermazione, di poter puntare ai playoff. Questo per
quanto riguarda l’obiettivo della squadra. Per quanto invece attiene me e noi più giovani in particolare, esiste l’ulteriore obiettivo del miglioramento continuo che dobbiamo perseguire. Solo in
questo modo, infatti, possiamo farci trovare pronti quando il coach ci propone in campo».
Non ha paura a pronunciare la parola “playoff, chiarendo: «Siamo partiti per salvarci e quindi è
di certo un obiettivo ambizioso ma il Roseto sta dimostrando che può ambire ai playoff vista
l’intensità messa in campo. Oggi a mio avviso siamo un’ottima squadra dal punto di vista difensivo e una buona squadra dal punto di vista offensivo, che sa dividere equamente fra i vari giocatori le responsabilità in attacco». Il pensiero finale è per i compagni: «Grazie a gente esperta come Pierich e Sherrod, noi giovani impariamo ogni giorno qualcosa. Questo è molto importante, perché quando ci capita di entrare nel corso di una partita in cui la squadra sta vincendo e giocando bene, è importante trasformare l’adrenalina in fiducia per non tradire le aspettative». Il
Roseto continua gli allenamenti, in vista della partita di sabato sera a Ravenna, senza capitan Pierich che è fermo per il problema al polpaccio.
Luca Maggitti


  • 13/03/2019
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Rassegna stampa 13 marzo: Corriere Romagna

RAVENNA
MAURIZIO CORENI
Lasciare da parte gli ultimi due mesi da incubo per pensare soltanto a vincere ad ogni costo. È
ripartita con questo obiettivo la preparazione alla sfida con Roseto di sabato (palla a due ore
20,30) da parte dell’Orasi, mai come oggi costretta a vincere per non vedersi sfuggire uno degli
ultimi treni verso i play-off. La gara di sabato sa tanto infatti di ultima spiaggia per coltivare
ancora qualche ambizione in chiave post season. La classifica dei giallorossi è al momento negativa in tal senso poiché dopo la sconfitta contro la Fortitudo, Ravenna è al decimo posto e per
rientrare nei giochi sarà necessario battere una diretta concorrente che arriva in Romagna con 24 punti, quattro in più dei giallorossi, desiderosi di regalare ai propri tifosi la quarta vittoria di un fin qui problematico girone di ritorno.
Per tornare al successo contro gli abruzzesi, l’OraSì dovrà confermare i progressi visti nelle ultime gare mettendo nelle migliori condizioni Adam Smith, top scorer del girone ed ex di turno, di sfruttare le sue grandi doti di
realizzatore. A fare il punto della situazione è proprio la guardia americana. che nelle ultime quattro partite ha viaggiato alla media di quasi 32 punti e si prepara alla sfida senza particolari emozioni. «Ho ricordi piacevoli e positivi di quella stagione ma sono ormai un po’ stagionati come testimonia il fatto che di quel gruppo sia rimasto soltanto Sherrod. Immagino che saranno gasati dagli ultimi risultati ottenuti (sei vittorie nelle ultime sette gare disputate ndr) ma anche noi avremo tanta determinazione da mettere in campo per conquistare la vittoria». L’atmosfera della sfida è già
palpabile. «È una gara che vale molto per i nostri tifosi e anche a loro dovremo pensare andando in campo. Per cui se manterremo la stessa concentrazione e l’energia che abbiamo messo in mostra contro la Fortitudo avremo buone opportunità di ottenere un risultato favorevole in questa e in tutte le altre partite che siano casalinghe o in trasferta, che l’avversario si chiami Jesi o Treviso». Dopo la gara contro Forlì è cambiata la cabina di regia della squadra giallorossa ma Smith preferisce non fare paragoni. «Sono registi dalle differenti caratteristiche – osserva – e ambedue grandi giocatori, ma per me non è cambiato molto perché prendo sempre lo stesso numero di tiri, anche se è vero che ultimamente le mie percentuali sono migliorate. Quello che posso dire è che come gruppo abbiamo reagito bene
nonostante i risultati non ci abbiano premiato e da qui alla fine dobbiamo essere consapevoli che occorrerà ancora una maggiore attenzione ai dettagli sapendo che ogni particolare potrà fare la differenza”.


  • 12/03/2019
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Rassegna stampa 12 marzo: Il Resto del Carlino

Ravenna
«QUESTIONE di dettagli». È così che capitan Masciadri spiega la sconfìtta di misura della sua OraSì contro la capolista Fortitudo. Una partita giocata oggettivamente bene dai giallorossi e che ha lasciato
sensazioni positive nonostante la sconfitta. «La Fortitudo è una squadra di serie A che ti fa
pagare ogni minimo errore – prosegue il numero 14 – Quando hai di fronte Mancinelli, Hasbrouck
e Leunen c’è poco da fare, non puoi mai sbagliare, ma a livello di intensità non potevamo fare di
più e sono orgoglioso della nostra squadra». Per una volta la prestazione ha messo d’accordo tutti.
Unanimi i commenti positivi sulle tribune e sui social: è questo il carattere che i tifosi avrebbero voluto vedere nell’OraSì dall’inizio della stagione.
«BELLISSIMA la cornice di pubblico – riconosce Masciadri – giocare in un palazzetto così pieno è
esaltante. Se potessi tornare indietro e cambiare qualcosa mi piacerebbe realizzare almeno una delle
ultime due triple, perché ci avrebbe dato quella fiducia necessaria a giocarci il finale punto a punto.
In generale non abbiamo commesso errori di concentrazione, quando abbiamo sbagliato lo abbiamo
fatto per eccesso di zelo, eccessiva voglia di fare, per dimostrare di essere all’altezza dell’avversario».
DETTAGLI si diceva. Nel finale la gestione dei falli poteva essere interpretata meglio. «In quei frangenti siamo stati poco lucidi – ammette il capitano – Ne è un chiaro esempio l’azione finale: avremmo
dovuto commettere fallo prima, invece abbiamo perso 10 secondi che poi si sono rivelati fondamentali,
poiché non abbiamo avuto più tempo per costruire un buon possesso. C’è però tanto di positivo
in questa partita, che dovremo portarci dietro nel lavoro in palestra di questa settimana». E di positivo c’è sicuramente la circolazione di palla che da quando c’è Marino appare più fluida e veloce.
«Tommaso ci sta dando una grande mano in questo – aggiunge ‘Mascio’ – Dobbiamo però migliorare, come ho detto, nella lucidità mentale, perché a volte ricadiamo negli stessi errori di sempre, forzando un tiro o una situazione.
Ma non abbiamo perso la partita in attacco, piuttosto a causa di alcuni dettagli in difesa».
LA SFIDA di sabato prossimo- alle 20.30 al Pala De André – riveste quindi un’importanza capitale
poiché solo con una vittoria l’OraSì potrebbe continuare a coltivare il sogno playoff. Tuttavia Roseto
in questo momento è probabilmente la squadra più in forma del girone Est. «All’andata ci hanno
annullato a livello di intensità ed è necessario dimenticare quella partita. Dobbiamo ripetere la prestazione di carattere e intensità offerta con la Fortitudo e confidare nella spinta del palazzetto, sperando sia ancora pieno come domenica per la gara con la Fortitudo».
Stefano Pece


  • 11/03/2019
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Rassegna stampa 11 marzo: Corriere Romagna

RAVENNA
AGOSTINO GALEGATI
Per l’OraSì un volo lungo quaranta minuti è all’altezza dell’Aquila, ma la volata degli ultimi secondi
premia nuovamente laformazione di Antimo Martino. Quella di Mazzon interpreta al limite della
perfezione la sfida alla capolista, che deve ringraziare i suoi gioielli italiani Fantinelli, Mancinelli e Rosselli.
Mazzon si affida a un quintetto inedito, con l’esordio di Marino dall’inizio con Smith-Jurkatamm-Hairston-Gandini in una partenza che è una fantasmagoria romagnola che vale l’I 1-2 dopo 116″ secondi, con Martino che va di rapido time-out. Il minuto spezza il ritmo dei padroni di casa e fa ritornare in partita la F con le triple di Hasbrouck e Leunen (11-13 dopo 6’20”). Montano e Smith provano a
scuotere tabellone e il De André, ma il trio Rosselli-Mancinelli-Delfino ha vita facile dalla media (15-19 al 10′). La Fortitudo si pianta in avvio di secondo quarto e Montano scalda il braccio armato con due bombe “ignoranti” che assieme a un Marino sempre più inserito valgono il nuovo controsorpasso (27-23 dopo 14’40”) ma Mancinelli lo vanifica e Fantinelli completa uno O-9 (27-32). A cronometro fermo l’OraSì non è brillante come di consueto con quattro liberi falliti di fila tra Hairston e Marino ma Smith ritrova i liberi al momento giusto così come Masciadri la specialità della casa e la squadra di Mazzon rimette la testa avanti quando mancano venti secondi all’intervallo lungo, ritrovando poi due
possessi con lo stesso americano innescato da Marino (42-38). La prestazione di grande attenzione dei romagnoli fa scivolare sui binari dell’equilibrio anche il terzo quarto e i primi 150″ del periodo conclusivo ritrovano Ravenna avanti sul 55-54 con l’unico canestro con il tocco di Hairston. La prima svolta arriva qui, quando cioè Mancinelli centra 7 punti in fila per il 63-67.
L’OraSì sbaglia una rimessa e poi la tripla del -1 con Masciadri
mentre dall’altra parte è ancora Fantinelli a cantare e portare la croce per i due possessi pieni tra le due squadre (65-71 a -80″). Smith tiene viva la speranza romagnola con Montano (70-71 a -59″18). Diciotto secondi dopo è nuovamente “Mascio” a dare il +3. Montano manda sul ferro il possibile pareggio e a Rosselli basta l’l/2 a cronometro fermo per mettere i n ghiaccio il successo.


  • 09/03/2019
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Rassegna stampa 9 marzo: Il Resto del Carlino

Massimo Selleri
• Bologna
ANTIMO MARTINO e Giacomo Sgorbati da una parte e Andrea Mazzon, Luca Gandini e Matteo
Montano dall’altra. Nella gara di domani al Pala de André di Ravenna qualcuno farà valere la legge dell’ex e porterà a casa due punti che hanno un peso specifico importante. Dopo la pausa per consentire lo svolgimento della Coppa Italia a Porto San Giorgio, si torna a giocare in campionato con i padroni di casa che davanti al proprio pubblico vogliono ottenere le vittorie necessarie per arrivare ai playoff se, invece, saranno gli ospiti bolognesi ad aggiudicarsi il referto rosa allora riprenderebbero spedito il cammino verso la promozione diretta in serie A. Ma lo sport non è solo prestazione tisica o ingegno tattico, ma è anche emozione e sentimento e soprattutto in questo caso qualcosa di sostanzioso che balla c’è. Sul fronte ravennate è difficile dire chi, tra coach Mazzon e Montano, viva di più questa partita. Il motivo è molto semplice l’esterno bolognese, cresciuto sotto le ali dell’Aquila, non ha digerito tanto
facilmente la mancata conferma da parte di Matteo Boniciolli, il tecnico che fino ad un anno fa sedeva sulla panchina biancoblù. Non è nello stile del giocatore fare polemiche, anche se sarebbe abbastanza facile vista la pattuglia di stranieri che negli ultimi anni sono arrivati alla Effe, ma è proprio chi parla e tiene la rabbia per il campo ad essere un elemento pericoloso. Situazione simile per Andrea Mazzon che arrivò a Bologna nella stagione 2007/08, ma già a Natale salutò la compagnia. Gilberto Sacrati lo convinse che si sarebbe fatto uno squadrone per tornare in tempi brevi in Eurolega, competizione che tra l’altro il tecnico aveva conquistato con l’Aris Salonicco, e poi al posto di Gianluca Basile arrivarono giocatori di secondo livello. Quell’esonero fu uno dei primi segnali che c’era qualcosa che non funzionava in quella società. Gandini, invece, è molto tranquillo: vista la sua lunga militanza in serie A2 ha fatto l’esperienza che tra pubblico, organizzazione e qualità della vita, passare da Bologna è una sorta di fortuna per qualsiasi giocatore di questo livello. Sul fronte della Effe bisogna sottolineare come Sgorbati dovrà sudare le classiche sette camicie per trovare spazio in una squadra dove è arrivato Carlos Delfino a coprire la lacuna creatasi con l’infortunio di Daniele Cinciarini, mentre per coach Martino la gara è particolare. Ravenna è stata la sua prima panchina da capo allenatore e oggi è sotto le Due Torri lo deve proprio a quel sistema di gioco ordinato e allo stesso tempo aggressivo, che era riuscito a creare in terra romagnola e che aveva creato parecchi grattacapi ad una Fortitudo dove non si badavano a spese anche a scapito della logica. La squadra continua a lavorare al completo, domani la qualità del gioco passerà in secondo piano e che l’unica cosa che conta è portare a casa la vittoria in un impianto che si preannuncia tutto esaurito.