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Rassegna stampa 22 ottobre: Il Resto del Carlino

L’ORASI getta alle ortiche una vittoria che sembrava certa e concede alla Hertz la prima vittoria in campionato (82-78). Dopo un primo tempo giocato con attenzione, nel secondo i ragazzi di Mazzon si smarriscono inspiegabilmente. Gli isolani hanno più fame e lo dimostrano alzando il ritmo, ma la confusione mentale espressa dai giallorossi nelle battute cruciali non può essere il tratto distintivo di una squadra di questo livello. Parte forte la Hertz sull’asse Bucarelli-Johnson e al 5′ è 114. L’OraSì serra le fila e interrompe il buon momento degli isolani trovando in Masciadri il suo terminale offensivo. Le triple del capitano riportano a contatto i giallorossi (21-20).
Il secondo quarto è un monologo romagnolo. La difesa intasa il pitturato e per la Hertz è arduo penetrare. Non va meglio dall’arco, dove Miles e compagni hanno le polveri bagnate. Dall’altra parte invece l’OraSì trova risposte da tutti. La palla gira veloce, poche le palle perse e buon impatto della panchina con Rubbini e Gandini. Ma soprattutto Montano che con due triple mostra di essere in giornata. Il resto lo fa Masciadri con un primo tempo da 18 punti, 3 rimbalzi e 3 assist.
L’ORASI sorpassa e allarga la forbice grazie ad un secondo quarto da 31 punti (38-51). Tuttavia la gara è tutt’altro che finita poiché dopo l’intervallo i due americani in maglia Hertz salgono in cattedra mandando in bambola la difesa ospite. Ravenna va nel panico. La tripla di Johnson al 25′ manda Cagliari a -4 (54-58), che diventa -1 (59-60) quando Rullo colpisce alla stessa maniera. Smith prova allora a svegliare la squadra, ma l’OraSì riesce a mantenere il naso avanti soltanto grazie alle gite in lunetta dell’americano e al contemporaneo 0 su 4 di Ebeling a cronometro fermo. Nel quarto periodo però si completa la tragedia. Il ritmo si alza e l’OraSì affonda. La difesa non regge l’urto di Rullo e compagni. Cagliari è più presente mentalmente, l’OraSì invece perde lucidità. Montano è l’unico che prova a tenere in vita la squadra, ma perfino Smith va in confusione, perdendo un pallone sanguinoso che Miles trasforma nel canestro del 77-75 a poche battute dal termine. Sul successivo gioco del fallo tattico Johnson e Miles fanno 5 su 6 dalla lunetta, Laganà invece 1 su 5 e la differenza è tutta qui. Cagliari vince 82-78 e Ravenna si lecca le ferite.
Stefano Pece


  • 20/10/2018
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Rassegna stampa 20 ottobre: Corriere Romagna

RAVENNA
AGOSTINO GALEGATI
Mancano poche ore al riscatto? L’OraSì vola oggi verso Cagliari
dove domani alle 17 affronterà una Hertz ancora alla ricerca del primo successo. Tutto il gruppo di lavoro giallorosso ha lavorato intensamente sul piano tecnico e fisico ma anche psicologico per lasciarsi alle spalle il ko al debutto in casa contro Montegranaro la cui ferita brucia ancora. Saranno dunque in palio due punti di ripartenza dal peso specifico importantissimo sia per i sardi che per i bizantini. La difesa dei cagliaritani è la peggiore dei due gironi con 188 punti subiti (a fronte dei 155 realizzati) e anche sui passaggi a vuoto all’interno dei quarti che sono costati il -15 interno con Forlì (87-102) e il-18 a Roseto (86-68). Ravenna invece deve correggere l’approccio e la successiva ed eccessiva frenesia di ricucire subito lo strappo con i marchigiani, una tattica che non ha portato i frutti sperati contro un’avversaria che ha sbagliato pochissimo con tutti gli elementi mandati sul parquet. Ma anche la difesa, marchio di fabbrica di coach Mazzon è decisamente in rosso, penultima di tutta la A2 con 180 punti subiti. Capitan Masciadri e compagni, nonostante la trasferta aerea, potranno comunque contare sul sostegno di un gruppo di Leoni Bizantini.
Il direttore generale Julio Trovato non nasconde la propria delusione di sei giorni fa ma allo stesso tempo la fiducia per domani. «Dopo una sconfitta come quella di domenica – spiega il digì – si vorrebbe giocare subito il giorno successivo per riscattare immediatamente la delusione dei giocatori,
dello staff tecnico, della società e dei tifosi. Ho avuto modo di seguire gli allenamenti e ho potuto vedere che a ogni giocata
importante l’umore si alzava, mentre quando arrivava un errore c’era scoraggiamento e forse tornava in mente il ricordo di quello che non è andato bene. L’importante però è stata la presa
di coscienza da parte di tutti gli elementi della rosa sul fatto che
serva subito una scossa e questo lo considero già un passo nella
giusta direzione». Le chiavi per espugnare il PalaPirastu?
Trovato prova a giocare in anticipo lapartitachepotrebbe
dare all’OraSì il secondo referto rosa esterno della stagione.
«Ci troveremo di fronte una squadra ancora a secco di
vittorie e quindi con tanta pressione sulle proprie spalle, ma
che potrà contare sul proprio fattore campo che gli darà certamente
gli stimoli giusti per togliere lo zero dalla classifica. Per
quanto riguarda la nostra squadra,più che l’aspetto fisico o tecnico
conterà proprio l’aspetto psicologico, proprio quella voglia
di riscatto che ho visto nei ragazzi in questi giorni ma anche la
serietà e la maturità che hanno dimostrato anche di fronte ai mezzi di comunicazione».


  • 19/10/2018
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Rassegna stampa 19 ottobre: Corriere Romagna

Da Bologna all’OraSì passando per il raduno con la sua nazionale di categoria a Skopje. Si può presentare così finora la carriera del diciottenne prospetto europeo del basket Mikk Jurkatamm. Ala tiratrice di 196 centimetri e di enorme talento, il giovane estone al terzo anno in Italia, dopo due mesi a Ravenna racconta le sue prime sensazioni: «È una esperienza nuova che sto vivendo perché è la prima volta che gioco a questi livelli poiché fino a pochi mesi fa avevo disputato solo campionati giovanili anche se per un certo periodo mi ero allenato con la prima squadra della Virtus Bologna e qualcosa avevo cominciato a capire».
A dire il vero pur non avendo esordito nella massima serie Jurkatamm aveva disputato un’amichevole con Pesaro mettendo a segno anche 8 punti. «Sì, la ricordo con piacere – risponde con un sorriso – all’allenatore mancavano quattro giocatori ed allora avevo cercato di sfruttare l’occasione per dimostrare
che potevo reggere quei livelli uscendo alla fine soddisfatto della mia prestazione».
Dal settore giovanile il salto ad un torneo duro come l’A2 si sta rivelando un’esperienza durissima ma affascinante che Mikk sta affrontando con il massimo impegno: «Mi sto rendendo conto che per gli avversari io sia l’anello debole della squadra però non devo e non voglio pensare di essere un adolescente nel mondo dei grandi ma solo rimanere concentrato su quello che mi è richiesto dal coach ovvero difendere al meglio prendendo le mie responsabilità a costo di rischiare di commettere un fallo di troppo».
L’esordio assoluto a Piacenza non è stato indimenticabile ma tutto ha un senso se alla fine arriva la vittoria. «Per me è importante vincere e non solo partecipare, così non mi interessa più di tanto il bottino personale quanto il bene della squadra: per il momento essendo il primo anno che gioco a questo livello non mi sento addosso grandi responsabilità in fase di attacco e tutta la mia energia ora è concentrata per migliorare la fase difensiva». Del resto l’attenzione di coach Mazzon e del preparatore atletico Poma è massima nei suoi confronti come ammette lui stesso: «In effetti il programma che svolgo è diverso da quello degli altri
componenti della squadra ed è basato molto sul potenziamento fisico». Ora sotto con Cagliari: «Abbiamo cercato di resettare in fretta la rabbia di domenica scorsa cercando di prepararci al meglio per portare a casa i due punti” (m.coreni)


  • 18/10/2018
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Rassegna stampa 18 ottobre: Il Resto del Carlino

RAVENNA Montegranaro è una ferita ancora aperta, ma in casa OraSì c’è voglia di richiuderla in fretta. E l’ottimismo non manca, anche perché c’è la consapevolezza che si è toccato un punto così basso dal quale non si può che risalire.
Matteo Montano, cosa è successo domenica?
«Abbiamo giocato una partita vergognosa e per questo chiedo scusa ai tifosi. Dall’altra parte però sono sicuro che si sia trattato solo di un episodio che non si ripeterà, pertanto sono ottimista».
Ci sono comunque difficoltà in alcuni settori. Per esempio i lunghi che per ora non stanno rendendo secondo le attese.
«Piacenza e Montegranaro sono gare molto simili: tutta la squadra ha giocato male, non il singolo. Non abbiamo messo in pratica ciò che avevamo provato in precampionato e abbiamo avuto un atteggiamento sbagliato. Nonostante tutto siamo a una vinta e una persa. Abbiamo imparato la lezione, e adesso sappiamo che non vogliamo più rivivere sensazioni così brutte come quelle». Nelle prime due partite non si è visto il gioco corale emerso nel precampionato.
«Bisogna avere pazienza perché il gruppo è tutto nuovo. C’è chi viene dalla serie A, chi è alla prima esperienza in Legadue e tutti devono abituarsi a un modo di giocare diverso. Come in tutte le cose, quando si cambia tanto, c’è bisogno di tempo. In palestra lavoriamo duro, lo facciamo con serietà e alla lunga credo che i risultati si vedranno».
Cosa vi siete detti in questi giorni?
«Ci siamo confrontati e abbiamo capito che abbiamo tutti voglia di remare nella stessa direzione. Siamo un bel gruppo affiatato e stiamo lavorando bene. Abbiamo solo preso una sbandata. E’ meglio sia successo ora che più avanti».
Il presidente Vianello non ha gradito i fischi a fine gara, voi come li avete presi?
«Certamente non fanno piacere neanche a noi, ma per come abbiamo giocato ce li siamo meritati. Il pubblico paga un biglietto, e se vede un brutto spettacolo può accadere che lo faccia notare. Certo vorremmo che stessero sempre vicini alla squadra, ma fa parte del gioco, adesso starà a noi dimostrare che la rotta è cambiata».
Cagliari viene indicata come una delle squadre meno attrezzate a Est. Può essere il punto di partenza ideale per questo cambiamento di rotta?
«Non esistono partite facili a Est e anche se avessimo incontrato la Fortitudo sarebbe stato l’avversario giusto per dimostrare che abbiamo cambiato rotta. Dobbiamo fare risultato e soprattutto mostrare che abbiamo la faccia e l’atteggiamento giusto. Cagliari ha perso male entrambe le gare e avrà voglia di rifarsi, pertanto dovremo giocarcela, ma abbiamo bene in testa l’obiettivo di cancellare la prestazione di domenica scorsa».
Stefano Pece


  • 17/10/2018
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Rassegna stampa 17 ottobre: Corriere Romagna

RAVENNA AGOSTINO GALEGATI
L’OraSì si lecca le ferite e lavora forte dopo il doloroso ko di domenica. L’impatto con Montegranaro ha spinto al classico “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” e all’esame di coscienza da parte di tutto il gruppo di lavoro come aveva preannunciato dal tecnico Andrea Mazzon. Ciak si gira L’OraSì cerca la svolta e questo cambio di passo dovrà passare anche dal regista, Marco Laganà. «Mi sento responsabile di questa sconfitta contro una squadra che considero di primissima fascia, per guida tecnica e roster. Noi in questo momento non lo siamo, ma per diventarlo dobbiamo lavorare a testa bassa. Siamo ancora in fase di lavori in corso visto che in pre-campionato io e Masciadri abbiamo avuto problemi fisici. L’aspetto fisico non deve essere un alibi per il ko di domenica. Non siamo ancora perfettamente amalgamati per quanto riguarda il nostro gioco in attacco e in difesa. Ci sono tanti giovani alla prima esperienza in questa categoria ma i margini di miglioramento ci sono, non siamo dei lavativi, anzi il nostro impegno è costante e assoluto ma occorre avere pazienza, mancano ancora 28 partite al termine della stagione regolare e abbiamo un bilancio di una vittoria e una sconfitta». I fischi La delusione del popolo giallorosso è stata evidente. «Capisco i fischi a fine gara – prosegue Laganà – i tifosi alla fine di una settimana di lavoro vogliono venire al palazzetto per godersi una bella partita e una vittoria della squadra del cuore. Ma non mi sono piaciuti i fischi all’intervallo : chiedo anche a loro di avere pazienza, se questa tendenza dovesse essere confermata anche più avanti nella stagione li capirò di più. In carriera mi sono capitate tante partite difficili: quando ero a Biella, cinque anni fa, alla prima in casa abbiamo perso di 25 per poi chiudere al secondo posto e vincere la Coppa Italia. Ripeto, sento tutta la responsabilità, la notte non ho dormito per il dispiacere e mi scuso con inostri tifosi per non aver fatto il giro di campo alla fine per salutarli ma in quel momento non me la sono sentita». Domenica a Cagliari In arrivo la trasferta contro la Hertz, ancora a secco. «La chiave è pensare a migliorare giorno dopo giorno in quello che dobbiamo fare noi, poi ci porremo il problema di chi ci troviamo davanti».