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Rassegna stampa 23 febbraio: Corriere Romagna

RAVENNA
MAURIZIO CORENI
Dopo la vittoria nel derby contro Imola, l’OraSì cerca l’impresa in riva al Mincio. L’ex Stings Mantova, Luca Gandini, prima di affrontare il discorso Pompea, torna sul successo di domenica
scorsa contro la Naturelle. «Abbiamo affrontato nella maniera migliore una partita che sulla
carta si presentava molto complicata. La forza offensiva dei nostri avversari è arcinota, ma siamo riusciti a contenerli bene dopo un avvio un po’ stentato. Tutti hanno recitato un ruolo da protagonisti e questo è un bel viatico per il finale di campionato».
Domani sarà una sfida che il centro veneto disputerà da ex, ma vivrà in modo sereno dopo avere lasciato al pubblico di casa buoni ricordi. «Ho giocato in diverse squadre e dunque mi trovo
spesso a disputare queste partite cosiddette “speciali” ed è ovvio che proverò emozione anche se
ormai credo di essere bravo a nasconderla. A Mantova sono arrivato in finale di Coppa Italia e terzo nella stagione regolare e il mio ricordo è di un palazzetto molto grande e non facile da riempire, ma visti i nostri risultati, ha potuto contare su oltre 4000 presenze».
La Pompea, avendo recuperato in settimana la gara contro la Fortitudo, affronterà la terza partita in otto giorni e forse a livello fisico potrebbe essere un piccolo vantaggio per l’Orasi. Anche se Gandini ne minimizza l’effetto. «Potrebbe esserlo sì, perché è anche reduce da sfide
impegnative come possono essere quelle contro Treviso e Bologna. In casa però Mantova si presenta molto compatta e difficile da battere. Noi però siamo in fiducia, abbiamo lavorato bene sapendo come fare per punirli e anche chi cercare di limitare Mantova rispetto all’andata non ha più Warren e Cucci ma ha
un organico di tutto rispetto con Veideman come guardia, Morse il migliore rimbalzista del campionato e il giovane Visconti molto cresciuto nel frattempo, senza dimenticare l’esperienza di Ghersetti e Raspino. Quindi servirà un’impresa per tornare a casa con i due punti prima della Final Eight di Coppa Italia. «Non c’è dubbio che sarà un avversario diverso rispetto a quello che ci siamo trovati di
fronte all’andata. Certamente un eventuale successo a Mantova potrebbe dare una svolta in senso positivo al nostro cammino. I due punti ci consentirebbero, a meno di disastri, di non farci più raggiungere da loro. Preferisco però considerarla una gara come le altre, per non aggiungere troppa pressione in una fase dove la tensione è sicuramente palpabile».


  • 22/02/2019
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Rassegna stampa 22 febbraio: Corriere Romagna

RAVENNA
AGOSTINO GALEGATI Dopo essersi sbloccata in casal’OraSì vuole tornare bella anche in trasferta. Per farlo non dovrà finire trafitta dagli Stings Mantova che prima della sconfitta nel recupero con la Fortitudo, aveva ottenuto tre vittorie interne. I giallorossi di Mazzon si troveranno di fronte una sfida da piani nobili della classifica: Da non perdere, nel caso dei romagnoli, per ritornarci, nel caso della Pompea. La nobiltà viene anche dal cognome di uno dei protagonisti in campo, Riccardo Visconti, una delle famiglie nobili più antiche d’Italia. La giovane guardia ala, classe 1998 è la mano più calda della sua squadra con il 56 per cento complessivo al tiro: 59 per cento da due, 39 per cento da tre, 70 per cento ai liberi con 11.1 punti a partita, 2.5 rimbalzi e 0.7 assist. Una delle voci di corridoio estive avevano accostato l’ex Verona ai giallorossi prima del suo approdo a Mantova. Nella gara d’andata la Pompea era finita smagliata alla distanza al De André (96-76) ma domenica sarà tutta un’altra partita. «Abbiamo ottenuto ottime vittorie in casa – concorda il giovane esterno lombardo – anche se in queste ultime settimane i risultati sono venuti un po’ a mancare visto che prima della Fortitudo abbiamo perso a Imola e a Treviso. Dobbiamo riscattarci perché ci aspetta una partita difficilissima, un vero spareggio play-off quando mancano solo due mesi alla fine del campionato». Le chiavi Visconti spiega così le chiavi della partita. «Aspetto fisico? Dobbiamo partire innanzitutto danoi, da tanti piccoli aspetti come il ritmo, il controllo dei rimbalzi (Mantova raccoglie una media di 10.2 rimbalzi offensivi e 26.5 difensivi, Ravenna 9.6 e 24.5, ndr) e delle palle vaganti (uno dei punti deboli della Pompea con 13.8 perse a fronte di sole 5.8 recuperate). Ci stiamo preparando molto bene ma Ravenna ha un roster molto completo e ricco di nomi importanti per la categoria. Smith è tra i migliori se non il migliore attaccante del campionato, Hairston sotto i tabelloni può fare la differenza ma non possiamo limitarci a loro due perché le individualità importanti sono tante. A loro hanno aggiunto anche Marino, che è un giocatore esperto in assoluto e della categoria, dal grandissimo talento: il loro tasso di imprevedibilità si è sicuramente molto alzato, noi dovremo fare di tutto per limitarli e confido nella presenza di un buon numero di spettatori. Quando abbiamo ottenuto quelle vittorie bellissime il numero di spettatori è aumento e vista l’importanza mi aspetto una buona cornice di pubblico». Nuovo co-sponsor Si arricchisce di nuovi partner l’avventura del Basket Ravenna nei quartieri alti del basket italiano. Si è aggiunto all’elenco della società del presidente Vianello la società ‘Tentamus Agriparadigma’, con sede a Ravenna in via Faentina, laboratorio di analisi e ricerche che si occupa di sicurezza agroalimentare.


  • 21/02/2019
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Rassegna stampa 21 febbraio: Corriere Romagna

MAURIZIO CORENI Ha ripreso a marciare l’OraSì. Dopo due sconfitte consecutive la squadra di Mazzon ha ritrovato la vittoria in un derby fondamentale contro Imola: «Penso che la chiave del nostro successo sia stato riuscire ad eseguire il piano partita – analizza Matteo Montano, la guardia giallorossa autrice di 16 punti domenica scorsa – ovvero attaccare i loro lunghi in situazioni dinamiche come il pick and roll. In gara siamo riusciti a farlo in maniera eccellente. Siamo riusciti a fare girare bene la palla, creandoci anche la possibilità di trovare soluzioni da sotto e tiri aperti dalla linea dei tre punti mentre in difesa, consci di affrontare avversari che vantavano il secondo migliore attacco del campionato, l’obiettivo primario era quello di non fare accendere subito i loro punti di forza rappresentati da Bowers e Raymond». Alti e grossi Neutralizzati in avvio gli americani, è stato il tonnellaggio dei centri avversari che inizialmente ha però messo in difficoltà la truppa ravennate: «Loro erano molto grossi sotto – continua Montano nella sua analisi- ed avevano preparato bene la gara, ma noi siamo stati bravi ari adeguarci e a non perdere la testa anche se ci siamo trovati sotto di 11 punti a metà del secondo quarto, trovando la forza di reagire per chiudere all’intervallo lungo solo a-3». La sosta ha portato consiglio e dopo il rientro è avvenuta la svolta della gara, con i ragazzi di Mazzon a conquistare due punti vitali per il futuro: «Penso che l’intervallo ci abbia dato serenità, togliendo agitazione e permettendoci in attacco di tirare molto meglio, mentre in difesa il lavoro è sempre stato ottimo per tutti i quaranta minuti e i suoi frutti si sono visti specie nel terzo quarto, quando abbiamo subito solamente 13puntiafrontedeinostri 24 segnati. È stato lì che la partita si è incanalata a nostro favore». La difesa giusta Proprio la durezza in difesa ha fatto la differenza ed è questo che Montano preferisce sottolineare, mettendo in secondo piano la propria ottima prestazione offensiva: «Al di là del mio bottino, per il quale sono contento, voglio evidenziare la prova del gruppo nella nostra metà campo, mentre in attacco siamo stati bravi a trovare spesso l’uomo giusto per andare al tiro». La prossima tappa si chiama Mantova, contro un avversario lontano parente di quella visto a novembre al Pala De André: una squadra che in casa è riuscita a battere delle big come Udine e Verona: «Sarà sicuramente una sfida tosta – chiude Montano – contro un’avversaria molto forte specie sul parquet amico. Vedremo di lavorare in palestra sulle adeguate contromisure da prendere, studiandola anche in tv. Sarà una partita fondamentale per capire il nostro futuro, perciò faremo di tutto per portarcela a casa. Vincere significherebbe scavare un bel solco fra noi e loro in chiave play-off, tenendo ben presente che da qui al termine della stagione regolare tutte le partite


  • 20/02/2019
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Rassegna stampa 20 febbraio: Il Resto del Carlino

Tommaso Marino, classe 1986, è alto 192 centimetri, arriva dalla Mens Sana Siena • Ravenna TOMMASO Marino sembra essere arrivato al momento giusto perché la vittoria nel derby con Imola può davvero cambiare la velocità di marcia dell’OraSì in vista della volata playoff. Marino intanto si gode la gioia del debutto, ma tiene alta la guardia. Com’è stato l’impatto con Ravenna? «Super. Sono arrivato col sole, sono andato al mare, l’accoglienza è stata stupenda e abbiamo anche vinto, non avrei potuto chiedere di meglio». Quando ha segnato il suo primo canestro il palazzo è esploso in un boato di gioia. «Forse aspettavano il canestro più loro di me. Io ero concentrato su ciò che dovevo fare in campo e avevo la testa solo a quello. Ma è ovvio che fare canestro piace a tutti. Il feeling col pubblico però è stato subito altissimo. Nel terzo periodo, quando siamo stati aggressivi, il pubblico ci è venuto dietro e ci ha dato una grande mano. Arrivando qui mi avevano detto che la squadra era un po’ in crisi e non sapevo bene che accoglienza aspettarmi. Credevo di trovare un palazzetto un po’ freddino invece è stato caldissimo e dal campo abbiamo percepito tutto questo affetto». con l’allenatore durante la partita. Mi sono trovato subito bene con lui». Ravenna aveva bisogno di un play che togliesse a Smith un po’ di responsabilità. «Ho parlato molto con Adam prima di entrare in campo. Arrivando in corsa a tre giorni dalla gara si cerca di memorizzare più schemi possibili, ma nella tensione Masciadri chirurgico, ha messo un canestro nel momento più difficile del momento può capitare di dimenticare qualcosa. Ho chiesto quindi ad Adam di rimanere sempre in contatto, di seguirmi e di parlarmi e devo dire che si è creato subito un bel feeling». Anche a Montano e Masciadri potrebbe giovare la presenza di un regista che sappia metterli in ritmo. «Hanno giocato entrambi una grande partita, come del resto Gandini. Masciadri è stato chirurgico. Nel primo tempo siamo scesi a -10 e serviva un canestro per fermare l’emorragia. Lui l’ha messo ed è stato sempre positivo per tutta la gara. Con Montano ricordo questo episodio: nel secondo tempo gli ho servito un pallone raccomandandogli di giocarla, lui invece ha tirato e ha fatto canestro. Gli ho detto «sei un pazzo» – ride – , però è stata quella tripla a spezzare in due la partita». E stato emozionante affrontare il suo amico Emanuele Rossi? «È stato un bene affrontarlo subito. Se fosse arrivata in un momento normale ci saremmo sentiti e Lele l’avrebbe caricata di emozioni e significati perché è più emotivo di me. Invece così non ho avuto nemmeno il tempo di pensarci. Lele comunque resta un fratello per me. Con lui ho passato cinque anni molto intensi a Treviglio. È stato strano vederlo in campo con la maglia rossa, ma sono contento per lui perché sta facendo una bella stagione».
Mazzon cosa le ha chiesto? «Di fare quello che so fare. Aiutare la squadra e gestire il ritmo del gioco. Mi piace Mazzon perché è un tecnico che parla costantemente coi suoi giocatori e io sono uno che ha bisogno di comunicare, è un allenatore che parla costantemente, Ora Mantova. «Mantova è importante. Domenica scorsa siamo stati bravi ad andare 2-0 con Imola, siamo già 2-0 con Piacenza e sono due situazioni che possono tornare utili. Salire 2-0 anche con Mantova sarebbe una svolta importante. Il fatto di avere vinto una bella partita ci deve aiutare a fare una settimana di qualità e domenica andare in campo sereni». Stefano Pece


  • 19/02/2019
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Rassegna stampa 19 febbraio: Corriere Romagna

RAVENNA
MAURIZIO CORENI
Un’OraSì in grande spolvero, quella che domenica ha superato con merito le Naturelle Imola, una
diretta rivale nella corsa per conquistare l’ultimo posto utile per i play-off. Il successo ha permesso a Ravenna di superare Imola anche in classifica in virtù della differenza punti. All’indomani della vittoria il presidente Roberto Vianello, ritornato da qualche giorno in sede dopo avere smaltito qualche acciacco, esterna le sue sensazioni dopo la prova offerta dai giallorossi: «Mi sono piaciuti parecchio a cominciare dal “nuovo” che evidentemente ha trasmesso ai compagni tanta voglia di fare bene. Al termine della presentazione di Marino avevo preso in giro scherzosamente i ragazzi con una definizione che ora ho notato è sulla bocca di tutti ma evidentemente è servita a qualcosa se poi in campo si è vista una grinta diversa rispetto a tante altre prestazioni deludenti sotto questo aspetto».
Massima prudenza
Vianello mette poi subito le mani avanti precisando che ancora non si può fare alcun pensiero su
quello che può essere la fase finale del torneo poiché la cartina di tornasole probabilmente sarà
proprio la sfida di domenica prossima a Mantova contro una squadra ben diversa da quella vista all’andata: «Se i ragazzi si presenteranno in campo con la faccia mostrata domenica sera potremo stare tranquilli ma in caso contrario torneremo a soffrire ancora».Come si suole dire “una rondine nonfa primavera” perché poi il presidente giallorosso aggiunge: «Abbiamo preso un brodino dopo un periodo non piacevole per me sotto tutti i punti di vista perché non mi ha fatto certamente bene assistere alle figuracce della squadra e devo ringraziare il direttore di avere trovato le parole giuste per calmare le delusioni di un presidente che avrebbe voluto essere magari un po’ più irruento». Vianello però non è stato con le mani in mano setacciando il mercato: «Appena si è aperta una possibilità abbiamo rotto ogni indugio specie dopo la prova indecorosa di Forlì». Sostituito, dunque, per scelta
tecnica Laganà con Marino ora il numero uno ravennate aspetta che la squadra centri il traguardo
prefissato al via della stagione non prevedendo nessuna ulteriore variazione: «Non è mia intenzione effettuare altre operazioni anche perché ho ancora sotto contratto Laganà almeno fino a quando il suo procuratore non gli troverà una sistemazione”.