• 12/04/2019
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Rassegna stampa 12 aprile: Il Resto del Carlino

Ravenna
TRA I TANTI alti e bassi vissuti in questa stagione, il più grande
cruccio dell’OraSì è quello di avere smarrito diversi punti con le
squadre cosiddette piccole. Sono stati lasciati 4 punti a Cagliari e 2 punti nella sfida di andata con la Bakery Piacenza. Una sfida condizionata sicuramente dal mal funzionamento del cronometro nel finale, ma anche da una condotta piuttosto ingenua grazie alla quale Green, gravato di 4 falli dal 20′, ha potuto giocare indisturbato
due quarti e un supplementare facendo il bello e il cattivo tempo.
In quella partita, insieme agli americani, uno dei migliori è stato Matteo Montano, autore di 14 punti, 3 rimbalzi e 2 assist.
«All’andata è successo di tutto – ricorda la guardia bolognese -. Ma credo che se Adam avesse avuto sotto gli occhi il cronometro, l’ultimo possesso sarebbe stato gestito diversamente. Perà è acqua passata, oggi contano le motivazioni e sia noi che loro ne abbiamo tante». Perdendo infatti, la Bakery potrebbe dire addio alla serie A2
con una giornata di anticipo, se contemporaneamente Cento battesse Jesi nello scontro diretto. Per l’OraSì invece, una vittoria
potrebbe significare playoff immediati, a patto che Imola e Ferrara venissero sconfìtte nei rispettivi impegni.
IN ALTRE parole, entrambe le squadre devono vincere. «Si tratta della partita più importante della stagione, ma la viviamo con
tranquillità. Ultimamente stiamo giocando molto bene e il gruppo è molto unito. Avere vissuto tutti insieme gli alti e i bassi di questa
stagione ci ha compattato e adesso siamo carichi per ottenere
l’obiettivo che meritiamo. Come arriviamo ai playoff è poco importante, quello che conta è raggiungerli». Rispetto alla gara di andata, la Bakery ha perso i centimetri e l’esperienza di Crosariol, ma ha acquisito un elemento da oltre 21
punti a partita come Keith Appling. «Si tratta di un giocatore da
campo aperto, velocissimo, forse l più veloce della lega – commenta Montano -. Credo però che sarà una partita nervosa, poco tecnica
e molto fisica, nella quale ci sarà a lottare su ogni pallone». Sicuramente l’OraSì dovrà alzare le sue medie realizzative che con Treviso sono crollate. Al di la dei presunti torti arbitrali. «Si chiama pallacanestro appunto perché bisogna buttare la palla nel canestro – conclude il 3 giallorosso -, e noi non l’abbiamo fatto. In questo modo diventa impensabile vincere contro formazioni del calibro della De Longhi. È vero, qualche fischiata ci ha fatto arrabbiare, ma adesso non ci sono alibi che tengano, bisogna vincere con le armi che abbiamo e con Piacenza dobbiamo fare 2 punti».
Stefano Pece


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