• 29/06/2012
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Il saluto di coach Cesare Ciocca

Adesso che è arrivata anche l’ufficialità del divorzio tra Acmar Ravenna e Cece Ciocca, per il tecnico di Treviglio è il momento di tracciare un bilancio di questi due anni vissuti a Ravenna alla guida della prima squadra.

“In ogni cosa c’è sempre un inizio e una fine – commenta Ciocca -. Sono stato benissimo a Ravenna e ci tengo a ringraziare tutti, per prima la società, che mi ha permesso di lavorare così bene. Da parte mia ho la presunzione di avere fatto tanto in questi due anni, con le persone con cui ho lavorato, contribuendo a restituire credibilità a questa piazza così importante che, quando sono arrivato, viveva un momento veramente difficile. Sarei rimasto volentieri, ma le scelte vanno rispettate”.

Traspare un po’ di amarezza dalle parole di Cece Ciocca, nella sua conferenza stampa di saluto. L’ormai ex tecnico giallorosso si era detto disponibile a sposare la nuova filosofia del ridimensionamento dei costi, ma la società ha fatto un’altra scelta.

“Sarei stato disposto a fare un passo indietro, riducendomi sensibilmente l’ingaggio, per venire incontro alle esigenze della società, perchè qui stavo bene e volevo continuare a lavorare. Ma la dirigenza non mi ha fatto alcuna offerta in questo senso. È la loro scelta e va accettata. Se c’è un rammarico che mi resta, è legato alla modalità e alla tempistica di questo divorzio. Se me lo avessero detto un mese fa, avrei avuto il tempo di guardarmi intorno. Inoltre speravo che fosse Vianello in persona a parlare con me, spiegandomi la sua decisione. Invece l’ho saputo da Bottaro. Ma rispetto questa decisione e ringrazio comunque il Basket Ravenna per questi due anni bellissimi”.

Due anni, come si diceva, molto positivi, nei quali Ravenna ha dato sempre la sensazione di essere lì tra le grandi, senza riuscire però, per un motivo o per l’altro, a centrare l’obiettivo del salto di categoria. A questo proposito il tecnico coltiva qualche rimpianto e non rinuncia a togliersi un sassolino dalla scarpa.

“Se ho un rimpianto in queste due stagioni – spiega -, sono gli infortuni che ci hanno falcidiato. Sia nella stagione precedente, che in quella appena conclusa, gli infortuni ci hanno sempre messo lo zampino. Tutti ricorderanno l’incidente di Davolio, che poi non è tornato più quello di prima. Dal punto di vista umano Davolio mi ha profondamente deluso. Gli avevo consegnato le chiavi della squadra e, quando è tornato dall’infortunio, non aveva più nessuna voglia di mettersi a disposizione di essa. Forse avrebbe dovuto fare un passo indietro l’anno scorso, al termine di una stagione straordinaria, invece che chiudere quest’anno in quella maniera”.

Sul piatto della bilancia, comunque, i molti bellissimi ricordi hanno certamente un peso maggiore rispetto ai rimpianti.

“Dal punto di vista emotivo – ricorda Ciocca -, il ricordo più bello è certamente il canestro di Amoni sulla sirena, nella sfida decisiva a Rimini. Dal punto di vista personale, invece, è stato emozionante avere catalizzato così tanto interesse intorno al basket. È bello vedere tante persone che si sono avvicinate con entusiasmo a questa squadra e anche tanti giocatori che, alla fine di un ciclo, ti ringraziano per quello che hai fatto. Questo è il ricordo più bello, che voglio condividere anche col bravissimo Gianluca Sacchi, un collaboratore validissimo”.

Il futuro di Ciocca allenatore è ancora tutto da definire. Il tecnico di Treviglio è consapevole del momento difficile che attraversa lo sport italiano, soprattutto nelle categorie minori, e non si illude che sarà facile trovare una nuova squadra.

“La crisi che c’è in giro è palpabile – conclude -. È sotto gli occhi di tutti che tante società hanno chiuso i battenti. Io spero di trovare un posto dove ci sia un’idea di pallacanestro e dove poter lavorare bene come ho lavorato a Ravenna”.

da “Il Resto del Carlino”

 


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