• 13/05/2012
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L’Acmar all’ultimo respiro spegne i sogni dei Crabs

L’Acmar all’ultimo respiro spegne i sogni dei Crabs

La cometa di Amoni è morbida e regala a Ravenna il paradiso, cioè la semifinale di DNB. E’ una tripla sulla sirena dell’ala forte, quella che inchioda i Crabs e lascia di stucco un intero palazzo, con i tifosi che erano esplosi a 2” dal gong, quando il canestro dall’angolo di Hassan sembrava – pia illusione – aver risolto questo tiratissimo derby. E invece no, rimessa in zona d’attacco per l’Acmar dopo il timeout, palombella nell’area a cercare un tap in, smanacciata dei biancorossi, palla che finisce casualmente nelle mani di Amoni appostato sull’arco e ciuff, dentro la mortifera bomba, con tanti fantasmi del passato che riaffiorano nella memoria degli appassionati riminesi (la tripla di Avenia da metà campo, quella di Niccolai e via dicendo).

Una partita che nel primo quarto sorride ai granchi. La palla si muove bene, Caceres è “dentro” il match e Ravenna scivola indietro. Il secondo, prematuro fallo di “Cacio” è però una brutta notizia per Ambrassa, che deve fare argine sotto canestro con i giovani della panchina. E l’Acmar comincia a risalire sulle iniziative di Bosio e Quartieri. Bruni fa e disfa: importante bomba in ritmo e tiro folle da 8 metri con uomo addosso. Anche Filattiera la mette dall’arco e i bizantini sorpassano (34-36), portando poi un po’ di dote al riposo, con i biancorossi già gravati di 12 falli (appena 5 quelli dei cugini).

Ripresa ed è sempre Ravenna a tenere la testa avanti, con i riminesi che vanno di puri nervi, sentendosi inoltre non tutelati dagli arbitri. Crabs che smettono di eseguire, costruire i giochi, mentre l’Acmar va a sfruttare i ripetuti mismatch spalle a canestro (49-58, quindi Bruni azzecca la bomba del -6 della penultima sirena).

Nel quarto spicchio la siccità offensiva coinvolge ancora di più le duellanti, Rimini sbaglia anche cose semplici e lascia sul ferro preziosi liberi. A invertire la rotta è Gasparin: recupera palla, subisce antisportivo da Quartieri e fa 2/2 dalla lunetta. Sul possesso, Caceres è felice in entrata (59-62, l’inerzia cambia). Ambrassa vuole il quintetto bonsai, con 4 piccoli e “Cacio”. La scelta paga, ma quei maledetti liberi muoiono ancora sul ferro (micidiale l’1/4 di un Bruni in confusione), e Ravenna respira. A meno di 1’ Silvestrini sorpassa (64-63), ma il giovanissimo Frigoli poco dopo è di ghiaccio, 2/2 dalla lunetta e 64-65 a -27” dalla fine.

Hassan ribalta tutto (66-65), poi la pugnalata di Amoni che fa sanguinare Rimini. E nel prossimo weekend Ravenna sfiderà i friulani del Corno di Rosazzo.

Alberto Crescentini

Da “Il Resto del Carlino”

 


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