• 08/05/2012
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L’Acmar va a caccia della bella questa sera al PalaCosta

RAVENNA. Acmar con le spalle al muro ma non ancora affondata. La formazione di Cesare Ciocca ha dimostrato nei momenti più difficili della stagione, quelli degli infortuni in serie, dell’addio del capitano Alessandro Davolio, della scomparsa del vicepresidente Giorgio Morigi, di sapere sopperire con le energie nervose, la grinta, ad eventuali deficit fisici. Questa sera al PalaCosta (ore 20.30, arbitri Cannoletta di San Gregorio e Tammaro di Giffoni), i giallorossi vogliono regalare a sé stessi e alla propria tifoseria la “bella” di domenica sul parquet riminese. Non sarà ovviamente facile per i ravennati contro i Crabs ma allo stesso modo non sarà facile chiudere in sole due partite il derby di postseason. La Piero Manetti deve dimostrare di avere imparato come affrontare i biancorossi. Non solo sotto i tabelloni, ma anche nel tiro pesante capitan Sanlorenzo e compagni dovranno dare qualcosa in più, accompagnando il tutto dalla difesa che è il fulcro del gioco bizantino. “Speriamo in questi giorni di avere recuperato le energie fisiche – premette il tecnico bergamasco – perché veniamo da una situazione fisica a tratti allucinante, l’ultimo infortunio in ordine di tempo è quello di Amoni, giovedì scorso. Questo ha portato problemi nelle rotazioni, soprattutto sugli esterni e lì Rimini ci ha colpito nella prima partita. Dobbiamo a tutti i costi vincere domani (oggi, ndr) per andare a giocarci tutto domenica, senza troppe “menate”. Non penso che possa cambiare molto oggi, non sarà una partita da 95-94, sarà ancora una gara equilibrata tra due squadre che amano giocare con intensità”. Dopo trenta partite di stagione regolare di un campionato durissimo come quello di Dnb, la razionalizzazione del carburante è la parola d’ordine. “Quello che dovremo fare è cercare di centellinare le energie di tutti quanti, come già stiamo facendo. Abbiamo una carta da giocare che è quella di Cicognani (10 punti in nove minuti giocati) che veniva da cinquanta giorni senza partite e con pochi allenamenti nella gambe dopo il grave infortunio dell’estate scorsa. Per questo abbiamo cercato di preservarlo il più possibile nell’ottica di tre partite in una settimana”.

Agostino Galegati

da “Corriere di Romagna”

 


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