• 06/04/2012
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Lo sport fa buon sangue: così insegna l’Acmar

RAVENNA. Lo sport, si sa, fa bene alla salute e fa buon sangue. Ma per la Piero Manetti il rapporto tra la propria disciplina, il basket, e il benessere fisico va oltre l’attività in palestra e sul campo. Da oltre un anno, infatti, la società di Via della Lirica ha intrapreso una campagna “Pensa alla salute!” proprio per il benessere a 360° dei propri atleti ma anche per sensibilizzarli a quello che potrebbero fare al di fuori del rettangolo di gioco. Da poche settimane, infatti, è nata una collaborazione tra Basket Ravenna e la Fidas-Advs proprio nell’ottica di promuovere, anche al di fuori delle sedi canoniche, la tematica della donazione del sangue, bene prezioso e che può letteralmente salvare delle vite. All’indomani della vittoria su Rimini, tre giocatori dell’Acmar (il capitano Valerio Sanlorenzo, il gioiellino del vivaio Giacomo Cicognani, nel giro della Nazionale under 20, e Max Bosio), accompagnati dall’addetto stampa Miro De Giuli, hanno partecipato alla campagna “Siamo tutti fratelli (e sorelle) di sangue”, organizzata dalla FIDAS-ADVS di Ravenna per stimolare i giovani a donare sangue (è però obbligatorio essere maggiorenni). A Cicognani e Bosio è stato consegnato il simpatico pupazzetto “toys foomi” che funge da “testimonial” del concorso “Tu di che sangue sei?”, riservato ai neo-donatori. I partecipanti al concorso dovranno disegnarlo, colorarlo, vestirlo secondo il proprio estro, possibilmente riuscendo a creare un simpatico testimonial di valori quali la solidarietà e la cooperazione.

Una giuria composta da esperti delle arti e della comunicazione, oltre che da un rappresentante dell’Associazione, selezionerà i venti migliori elaborati. Il concorso, che ha preso il via lo scorso 27 febbraio, terminerà sabato 23 giugno. Entro il 24 giugno una o più fotografie del proprio “toys foomi” personalizzato dovranno essere inviate alla mail concorso@fidasravenna.it oppure consegnate su cd o chiavetta usb direttamente alla sede dell’Associazione.

Agostino Galegati

da “Corriere di Romagna”

 


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