• 04/03/2012
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Nemmeno a Udine l’Acmar guarisce dal mal di trasferta

Succede di tutto di più al PalaCarnera di Udine, dove il quintetto dell’Acmar Ravenna, che ritrova dopo due mesi capitan Davolio, non riesce nell’impresa di fermare il trend positivo casalingo del Gsa Udine (quinto squillo di fila), nonostante un secondo quarto al limite della perfezione, chiuso con un vantaggio di 11 punti, dove sul parquet si è vista una sola squadra, trascinata dalle bombe da tre di Amoni e dalle mani pesanti di Filattiera, Quartieri e Zambrini, tutti in doppia cifra sul referto dell’arbitro.

Non basta perchè i padroni di casa si riorganizzano in fretta, prendono le misure ribaltando le sorti del match già alla fine del terzo quarto (68-66) grazie ai canestri in successione di Gonzo, Budin e Metz. L’ultima frazione di gioco è un inferno. Si gioca di nervi, col cuore in mano al posto della palla a spicchi. C’è equilibrio allo stato puro, come all’inizio della gara: risposta e controrisposta in quella che sembra più una gara di tennis che di basket. Cicognani firma subito il pareggio (68-68), però Confente rimette il tabellone sul +2. Potrebbe sembrare il colpo del ko. Ma l’Acmar Ravenna non ci sta: Quartieri da tre riporta i suoi davanti. La gara è bellissima. E succede quello che non ti aspetti: gli ospiti prendono il largo portandosi sul +7, qui ci mette lo zampino anche capitan Davolio con giocate intelligenti. Finita? Neanche per idea. Perchè Confente, man of the match con 33 punti, prende per mano i suoi compagni e li trascina fino al nuovo aggancio con l’ennesimo canestro dalla lunga distanza (81-81) a tre giri d’orologio dalla sirena. Tensione a mille. Qui l’Acmar Ravenna tira i remi in barca e Udine passeggia nel finale chiudendo i conti sul 96-85 grazie al solito Confente (da tre) e un’infinita serie di tiri liberi vincenti di Laezza.

Federico Gallotto

da “IL Resto del Carlino”

 


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