• 22/02/2012
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L’Acmar soffre di mal di trasferta

Dopo l’inatteso ko di una settimana fa sul campo del fanalino di coda Bassano, l’Acmar – che aveva disputato un’ottima gara domenica in casa contro Spilimbergo – subisce un’altra battuta d’arresto in trasferta. La squadra allenata da Ciocca ha iniziato la gara alla grande, arrivando ad avere 16 punti di vantaggio (5-21), poi si è arresa alla rimonta dei padroni di casa e nel convulso finale è stata meno precisa dei marchigiani, e ha risentito anche di alcune decisioni arbitrli non favorevoli.

Partenza decisamente lenta per Fossombrone. Basti pensare che più o meno fino a metà del primo quarto la Remet rimane inchiodata su un misero bottino di cinque punti, laddove l’Acmar Ravenna fa la sua onesta partita senza neanche tanto infierire.

Insomma, sembra che in casa Remet nulla funzioni, nè tiro nè difesa, e tanto meno i rimbalzi. Invece i ravennati, grazie alla buona vena in particolare di Filattiera e Amoni, indovina quasi tutto. Poi, come spesso accade, ecco la fiammata che riaccende lo scontro, a firma Barantani, Puleo e Gotti. E Fossombrone ritorna in partita dopo che era stata sotto anche di 16 punti: il primo quarto si chiude sul 18-25. Decisamente più in partita la Remet nel secondo quarto, tant’è che a 4’52” dall’intervallo passa in vantaggio con un canestro di Bloise (28-27), dopodichè si lotta punto a punto fino al minuto venti e al riposo lungo si va sul 35 pari.

Si continua sulla stessa falsariga anche nel terzo periodo: l’equilibrio è perfetto, non è un caso che la terza sirena blocchi il tabellone sul 55 pari. Per una volta Fossombrone non accusa la sua “solita” flessione del terzo quarto e dall’altra parte l’Acmar, che ruota solo 7 giocatori, non riesce più a trovare la vena realizzativa dell’inizio. Così l’estenuante battaglia punto a punto continua anche nell’ultimo parziale. E’ uno spettacolo per cuori forti, anche perchè negli ultimi secondi ci mettono del loro anche gli arbitri, prima fischiando un tecnico a coach Renzi per avere oltrepassato l’area tecnica e poi non fischiando falli a favore dei ravennati. L’ultimo canestro lo mette dentro Davide Perini, con una schiacciatona liberatoria a fil di sirena.

da “Il Resto del Carlino”

 


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