• 13/12/2011
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L’Acmar festeggia: il derby è suo

RAVENNA. Ciocca esultante sotto la tribuna festante. E’ questa l’immagine che rimarrà indelebile al termine della prima sfida in assoluto tra la sua Acmar e la Mobyt Ferrara. I suoi ragazzi hanno appena buttato cuore, polmoni, tecnica, fisico, attributo oltre un ostacolo difficilissimo come gli emiliani (74-70). Nonostante le precarie condizioni di capitan Davolio e Zambrini (ma anche Quartieri e Sanlorenzo erano visibilmente fasciati dopo le battaglie con Senigallia e Rimini) l’Acmar ha mantenuto inviolato il proprio campo e in questo 2011 solo la Fortitudo, nel ritorno dello scorso campionato, è uscita vittoriosa dal parquet romagnolo. Lo spauracchio principe, Benfatto, è stato tenuto a un negativo -2 di valutazione (viaggiava precedentemente a 22.55 di media) grazie alla superprestazione in difesa di tutto il complesso giallorosso ma in particolare di “Schultz” Barbieri, solo quattro punti ma importanti (suo il 71-68) ma ben 11 rimbalzi catturati. “Era una settimana chiave per noi – spiega il pivot – perché affrontavamo tutte squadre davanti a noi in classifica. Abbiamo dimostrato che Rimini è stata lasciata subito alle spalle come acqua passata. Non era facile sia dal punto di vista psicologico che fisico ma ci siamo riusciti. Già dal piano partita sapevamo che era una partita che non poteva finire 101-100 ma che la difesa sarebbe stata fondamentale contro una squadra molto fisica (la Mobyt era la migliore da questo punto di vista prima della palla a due, ndr) e infatti così è stato”. E’ stato dunque un successo che viene da lontano. “La vittoria di domenica – continua Barbieri – è stata la conferma che in questa categoria non basta la semplice esperienza, come può essere la mia, ma occorrono anche tante altre doti come la voglia, la giusta cattiveria agonistica, gli attributi. Credo che la squadra abbia dimostrato anche un’altra cosa, che i primi risultati negativi erano solo un problema di amalgama visto che erano stati inseriti tanti giocatori nuovi e occorreva tempo per calarsi nella categoria ed entrare nei meccanismi di Ciocca ma il tempo e la pazienza ci hanno aiutato per arrivare a questo punto. Ora andiamo a Montegranaro per fare ancora bene”.

Agostino Galegati

da “Corriere di Romagna”

 


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