• 09/10/2011
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Le dichiarazioni di coach Ciocca dopo la partita di Roncade

Amareggiato, arrabbiato, ma non deluso. Cesare Ciocca al rientro dalla trasferta di Roncade mantiene la propria classica concretezza cercando di analizzare un avvio di campionato che si sta rivelando più complicato del previsto: “Rispetto alla partita di Corno di Rosazzo – spiega coach Ciocca – dove per venti minuti non abbiamo giocato, posso dire che a Roncade abbia giocato male per 5’, tra il 5’ ed il 10’. In quel momento della partita la Texa è stata perfetta, ha trovato canestri ad elevato coefficiente di difficoltà, e noi abbiamo faticato un po’ a restare a ruota. Siamo riusciti a riprenderci relativamente presto ed abbiamo messo in campo buoni sprazzi di pallacanestro, trovando spesso buone conclusioni, che purtroppo non abbiamo realizzato. Il 32% al tiro, in questo senso, è purtroppo eloquente”.

Ciocca va oltre il singolo problema numerico: “Faccio una ulteriore considerazione. La nostra squadra, per come è costruita e per quello che vuole fare, non deve soltanto essere in grado di prendere l’inerzia delle partite, ma deve essere anche capace di mantenerla. Nel quarto periodo e poi nel supplementare invece, una volta raggiunto un vantaggio, anche minimo, abbiamo commesso errori banali, tecnico/tattici che ci sono costati due canestri, o anche qualcosa in più. Uno dei più immediati obbiettivi per il futuro è quello di essere in grado di essere più padroni di queste situazioni”.

L’allenatore giallorosso analizza poi l’avvio di stagione in maniera più ampia: “Credo che ci sia da lavorare, ma ritengo al tempo stesso che la situazione non sia disperata. Abbiamo perso due partite in trasferta, affrontando due delle tre squadre che, con Senigallia, hanno cambiato di meno rispetto alla passata stagione. Sono arrabbiato, ma non deluso, perché quello che stiamo lavorando bene, dalla squadra allo staff tecnico ed a quello organizzativo. La Società ed il Presidente, che investe tanto, non possono essere contenti, come non siamo contenti noi: non possiamo però dimenticare che stiamo lavorando all’interno di un progetto, che non consta e non può essere rinnegato dopo due partite. Stiamo lavorando, e ne è testimonianza il fatto che oggi (lunedì, ndr) siamo in palestra dalle 15 ad allenare i giovani.

Siamo arrabbiati, ma non vogliamo fare di queste due sconfitte un dramma. Qui ci sono dodici professionisti che lavorano duro per diventare una squadra e poi un gruppo, e devono affinare insieme a noi dello staff tecnico le cose che stiamo portando avanti tutti insieme. Nell’immediato, si tratta di andare in campo con la serenità di chi ha lavorato moltissimo per presentarsi pronto all’appuntamento della domenica. A Roncade abbiamo creato gioco, ma eravamo tesi e l’impressione è stata confermata dal 32% complessivo col quale abbiamo tirato dal campo e dai quindici e più tiri sbagliati con metri di vantaggio sui difensori più vicini. Siamo preoccupati, ma siamo anche consapevoli che stiamo percorrendo la strada giusta per fare qualcosa di molto importante”.

Ciocca traccia successivamente la strada da seguire per dimenticare al più presto la falsa partenza, pur dovendo considerare che l’Acmar si trova di fronte addirittura cinque partite lontano dal PalaCosta, dopo le due già disputate: “Si tratta di lavorare molto sia dal punto di vista fisico che sotto il profilo psicologico. Se da un lato è facile esaltarsi per due vittorie consecutive, noi non dobbiamo drammatizzare per due sconfitte. Continuiamo il nostro lavoro, che è intenso e professionale, cerchiamo di essere meno tesi e più rilassati in campo, perché siamo capaci di fare molto bene”.

Miro De Giuli

Ufficio Stampa

Acmar Basket Ravenna Piero Manetti

 


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